Alla Scoperta del Maremmano

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Il cavallo maremmano nasce nell’omonima regione, da cui prende il nome, al tempo degli Etruschi. Da allora fino all’800 la sua struttura è rimasta la stessa: forte, tozzo e ombroso. A partire dal 1870, invece, si incominciò ad incrociarlo con razze di cavalli più slanciate ed eleganti. Grazie all’incrocio col purosangue inglese, che ne ha aumentato la statura e la reattività, si giunse alla “nuova generazione”, con la nascita dello stallone Fauno nelle scuderie reali si San Rossore, in Toscana. Il colore del suo mantello è baio o morello, generalmente scuro, mentre la sua altezza al garrese varia da 160 a 172 cm.

Pesa all’incirca tra i 450 e i 500 kg. É un cavallo robusto e resistente alla fatica, pertanto adatto ad adeguarsi alle più svariate esperienze. Per la sua docilità viene spesso impiegato per escursioni e passeggiate sia da adulti che da bambini.

Purtroppo, la classica esterofilia italiana non ne ha permesso una selezione adeguata, come cavallo sportivo, fino agli anno Novanta. Recentemente, però, l’ANAM (Associazione Nazionale Allevatori di razza Maremmana) ha introdotto in Italia il performance test per la valutazione e l’approvazione alla riproduzione di stalloni e fattrici. Campioni olimpici del calibro di Raimondo D’Inzeo e Graziano Mancinelli hanno dimostrato le doti del maremmano come saltatore, Stefano Meattini, invece, la sua supremazia nella monta da lavoro. Il maremmano, dunque, è un cavallo dalle grandi potenzialità che, però, necessita di essere rilanciato ancor di più.

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