Da puledro a cavallo

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30082016Lo sviluppo è l’insieme dei fenomeni che concorrono alla costituzione del cavallo adulto.
Alla nascita il puledro ha un peso che è dal 8 al 12 % quello della madre(15-20kg). Nel corso del primo mese di vita raddoppia il suo peso,cresce circa di 1500g/gg. La sua crescita è tanto maggiore quanto maggiore è il potenziale genetico(altezza al garrese finale del cavallo).

A 6-7 mesi ha moltiplicato il suo peso per 5,ossia ha raggiunto il 45 % del suo peso vivi da adulto.Il puledro realizza nel suo primo anno di vita il 50% della sua crescita ponderale ed il 70% della sua crescita in altezza. Basti pensare che dopo l’anno di vita la crescita si riduce a 15-300g/gg. Da questi elementi si evince quanto il latte materno ed una giusta alimentazione siano importanti nel primo anno di vita per ottenere un soggetto che da adulto sia forte, sano e ben sviluppato. Lo sviluppo del puledro nei primi tre mesi di vita dipende infatti dal suo potenziale genetico e dal latte della madre. Durante la prima settimana di vita il numero delle poppate va da 2 a 4 all’ora diminuisce progressivamente sino ad arrivare ad una ogni due ore ha sei mesi.

Il primo anno di vita è fondamentale per la costituzione dello scheletro del puledro. Sino ai 18 mesi l’allungamento delle ossa è prioritario sullo sviluppo dei muscoli,dopo rallenta e viene privilegiato l’inspessimento ed il consolidamento delle ossa sino hai 3.5-4 anni. Il tessuto muscolare si sviluppa di più dopo l’anno di vita mentre il tessuto adiposo si accresce solo alla fine del periodo di crescita.
Le femmine dopo i 18 mesi hanno una crescita minore dei coetanei maschi,questo è dovuto all’inizio del ciclo ovario che impegna una parte dell’energia sottraendola alla crescita. Questo disavanzo comunque rimane al massimo di un 10% di differenza di peso tra i due sessi. Quindi se si vuole ingravidare una cavalla all’età di due anni bisogna prima farle raggiungere l’85% del suo peso finale.

La qualità del tessuto osseo sembra dipendere dal livello degli apporti alimentari e dal loro equilibrio in sostanze azotate e soprattutto minerali. I bisogni in amminoacidi essenziali debbono essere soddisfatti soprattutto quello in lisina. L’importanza della qualità degli apporti azotati diminuisce con l’età perché la sintesi di nuove proteine corporee diviene più lenta nel oro rinnovamento. La sua capacità d’ingestione aumenta e la sua capacità di crescere diminuisce.

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