L’assetto del cavaliere secondo il sistema di equitazione naturale di Federigo Caprilli

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cavallo-ventasso-620x330-cf60894cFederigo Caprilli nasce a Livorno l’8 aprile 1868 e nel 1886 si arruola nella scuola militare di Modena come allievo di cavalleria. Si dedicò alle corse in piano e fu anche istruttore a Tor di Quinto. Successivamente, Caprilli rientra a Pinerolo e studia il cavallo in libertà. Si consolida in lui la convinzione di cambiare il modo di montare che vi era.

Caprilli studiò e realizzò un assetto idoneo al suo sistema di equitazione e tale che, oltre a dare al cavaliere solidità e fermezza in sella, gli consentisse di assecondare facilmente il cavallo in tutti i suoi movimenti, anche i più repentini, senza contrastarlo. Questo assetto è anche comodo da consentire al cavaliere di stare a cavallo con la massima disinvoltura per lungo tempo.

La solidità dell’assetto è una condizione indispensabile perché il cavaliere possa servirsi liberamente dei mezzi a sua disposizione, senza danneggiare col suo peso sulle reni (parte delicatissima e sensibilissima del cavallo) oppure senza cercare sulle redini o su collo del cavallo un punto d’appoggio.

Un cavaliere senza un solido assetto sarà sempre in balia del cavallo. Perciò l’allievo dovrà porre attenzione a rendere il suo assetto in sella solido e fermo senza irrigidirsi e senza perdere elasticità.

Da fermo, l’assetto del cavaliere dovrà essere: testa alta e sciolta, spalle aperte, busto elastico leggermente inclinato in avanti.

Le braccia devono essere naturalmente pendenti e alquanto protese in avanti senza rigidezza, avambracci leggermente piegati al gomito e diretti verso la bocca del cavallo; mani nella stessa direzione degli avambracci, polsi snodati, pugni chiusi. Sedere posato sulla sella, cosce e ginocchia aderenti alla sella.

È da tener presente che le articolazioni delle spalle, delle braccia e dei polsi devono essere sciolte e mai rigide e, le ginocchia devono essere ferme ma snodate, i talloni spinti in basso e le reni flessibili.

Per conseguire un buon assetto hanno particolare importanza la giusta lunghezza degli staffili e la giusta posizione del ginocchio, della gamba e del piede.


 

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