News

CURA MANTENIMENTO E MOVIMENTAZIONE CAVALLI

RIASSUNTO DELL’ARTICOLO SOTTO E DELLA CIRCOLARE ATTUATIVA:

Visto quanto sotto riteniamo che gli operatori ippici o equestri legati e collegabili ai cavalli ospite della struttura che sono brevemente elencati:

  • ï  proprietari e allevatori;
  • ï  allenatori, detentori, affidatari, istruttori, groom, operatori di base, animatori etc..;
  • ï  guidatori/fantini/amazzoni;
  • ï  maniscalco ed artieri;
  • ï  gli autisti dei van per il trasporto dei cavalli;

possano recarsi in maneggio e svolgere le seguenti mansioni:

a) la regolare igiene e pulizia degli spazi di dimora degli equidi;

b) un riparo idoneo, integro, pulito e proporzionato alle dimensioni dell’animale;

c) all’equide un regolare e quotidiano esercizio fisico.

Il maneggio o centro ippico deve innanzitutto fare comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva.:

a) nominare un “Responsabile agli accessi” alla struttura che dovrà assicurare la tenuta di un elenco dei soggetti autorizzati ad accedere all’impianto ippico;

b) incaricare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c) del DPCM 4 marzo 2020, proprio personale medico al fine di effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra il personale in attività;

c) operare per il rispetto pieno della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d) del DPCM 4 marzo 2020, ovvero “mantenere in ogni contatto sociale una distanza inter- personale di almeno 1 metro” assicurando gli opportuni mezzi e strumenti di sicurezza personale;

d) dare la massima diffusione, all’interno dell’ippodromo, alle misure igienico sanitarie di cui all’allegato 1 del DPCM 4 marzo 2020, assicurando la disponibilità delle soluzioni idro-alcooliche per il lavaggio della mani, in esso previste.

Per quanto possa sembrare che la circolare parli di cavalli ippici e sportivi riteniamo vada estesa a tutti i cavalli infatti specifica: “Parimenti, tutti i cavalli hanno specifiche necessità per ottemperare alle quali occorrono strutture e impianti idonei e funzionali, come il Codice per la tutela e gestione degli equidi (Minsalute) specificatamente indica e richiama”.

Per quanto faccia riferimento ai codici Ateco 1.43, 1.50 e 1.62 riteniamo debba valere per tutti i centri ippici in quanto come chiarito nella stessa circolare il DPCM del 22 marzo 2020 all’art. 1 comma 1 lett. d) cita: “d) restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e) , previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite;..”  riteniamo così rientrare anche i centri ippici che hanno codici ateco sportivi cioè 93… a condizione che faccia comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva.

ARTICOLO

In questa gravissima situazione di emergenza sanitaria vi è tantissima confusione sulla cura, sul mantenimento e sulla movimentazione dei nostri amati cavalli.

Noi in Sef abbiamo sempre sostenuto che un cavallo in un box corrisponde ad un uomo chiuso in una cabina telefonica (per coloro che si ricordano le cabine telefoniche) pertanto per evitare che il cavallo soffra di patologie a lui molto familiari ed alle volte mortali quali coliche, laminiti ed altre necessita di uscire dal box e muoversi possibilmente quotidianamente.

Fin da subito abbiamo sostenuto la necessità di non lasciare i cavalli chiusi nei box per troppi giorni ed è per questo che vi inoltriamo le disposizioni attuative per gli operatori ippici impegnati nella cura dei cavalli sportivi e dei cavalli ippici emanata dal Ministero delle Politiche agricole e forestali ad interpretazione del DPCM del 22 marzo 2020.

Dove viene chiarito dalla circolare attuativa:

Non vi è alcun dubbio che la filiera dei cavalli sportivi e ippici, in una fase come quella attuale nella quale sono sospese tutte le attività sportive e di corsa, sia caratterizzata per una specifica attività di accudimento, di manutenzione, di cura e di alimentazione, finalizzata a garantire il benessere degli animali; e che, come tali queste attività siano tutte configurabili nelle varie sottocategorie della attività economica classificata come Ateco 01 nell’allegato 1 del DPCM 22 MARZO 2020. In particolare si citano:

  • ï  CODICE ATECO: 1.43: allevamento e riproduzione di cavalli, asini, muli o bardotti;
  • ï  CODICE ATECO: 1.62: presa in pensione e cura del bestiame per conto terzi;
  • ï  CODICE ATECO: 1.50: include l’allevamento di animali senza una produzione specializzata;
  • ï  CODICE ATECO: 1.62.09 : attività zootecniche per conto terzi: attività di promozione della riproduzione, della crescita e della produzione animale, servizi di ispezione e conduzione delle mandrie, ingresso al pascolo (soccida), castrazione dei galletti, pulizia dei pollai eccetera, attività legate all’inseminazione artificiale, doma di equini, tosatura di ovini, presa in pensione e cura del bestiame;
  • ï  CODICE ATECO:1.62.01 : attività dei maniscalchi

Parimenti, tutti i cavalli hanno specifiche necessità per ottemperare alle quali occorrono strutture e impianti idonei e funzionali, come il Codice per la tutela e gestione degli equidi (Minsalute) specificatamente indica e richiama. Al riguardo, molti di questi impianti sono collocati in specifici centri di allenamento e/o all’interno stesso degli ippodromi.

Al fine di consentire al proprietario e/o al detentore di assicurare:

a) la regolare igiene e pulizia degli spazi di dimora degli equidi;

b) un riparo idoneo, integro, pulito e proporzionato alle dimensioni dell’animale;

c) all’equide un regolare e quotidiano esercizio fisico;

appare necessario consentire al personale di gestione degli impianti ospitanti gli equidi nel rispetto di quanto previsto all’articolo 1, comma 1, lettera a) del DPCM 8 marzo 2020 che dispone di “evitare ogni possibile spostamento di persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute.

Al fine di adottare misure omogenee e di permettere i necessari spostamenti le figure professionali riconosciute come coinvolti nella gestione delle attività consentite sono le seguenti:

a) Dipendenti della società di corse operanti negli impianti e negli ippodromi adibito alla specifiche attività di cura e manutenzione degli stessi;

b) operatori ippici legati e collegabili ai cavalli ospite della struttura:

  • ï  proprietari e allevatori;
  • ï  allenatori;
  • ï  guidatori/fantini/amazzoni;
  • ï  maniscalco ed artieri;
  • ï  gli autisti dei van per il trasporto dei cavalli;

Al fine di consentire la dimostrazione delle comprovate esigenze lavorative, il soggetto appartenente ad una delle suddette figure professionali è tenuto a produrre la seguente documentazione:

  1. documento valido di identità;
  2. autodichiarazione sostitutiva nella quale indica:
    1. il rapporto con la struttura ospite del cavallo (dipendente; collaboratore; ecc.);
    2. la sua qualifica professionale, o documento equipollente (titolo di proprietà del cavallo – passaporto equidi-; licenza professionale; lettera di incarico; tesserino di riconoscimento;…….);
    3. la provenienza e la destinazione del suo percorso;
    4. la sede di custodia del o dei cavalli;
    5. le altre informazioni obbligatorie previste dalle autocertificazioni come da proposta del Ministero dell’interno.

Alle società gestore dei centri di allenamento o degli ippodromi compete la corretta applicazione e il rispetto delle norme in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19; la loro vigilanza dovrà essere tale che dovranno:

a) nominare un “Responsabile agli accessi” alla struttura che dovrà assicurare la tenuta di un elenco dei soggetti autorizzati ad accedere all’impianto ippico;

b) incaricare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c) del DPCM 4 marzo 2020, proprio personale medico al fine di effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra il personale in attività;

c) operare per il rispetto pieno della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d) del DPCM 4 marzo 2020, ovvero “mantenere in ogni contatto sociale una distanza inter- personale di almeno 1 metro” assicurando gli opportuni mezzi e strumenti di sicurezza personale;

d) dare la massima diffusione, all’interno dell’ippodromo, alle misure igienico sanitarie di cui all’allegato 1 del DPCM 4 marzo 2020, assicurando la disponibilità delle soluzioni idro-alcooliche per il lavaggio della mani, in esso previste.

Si allega:

8 pensieri su “CURA MANTENIMENTO E MOVIMENTAZIONE CAVALLI

  1. Buongiorno, sono proprietaria di un cavallo e lo tengo in un maneggio in un maneggio, posso andare ad accudirlo fornendogli il movimento necessario e la cura con questo decreto?

  2. Spero veramente che a breve si possa tornare ad accudire i nostri amati cavalli.
    Così è una sofferenza per tutti.
    P.s.: anche se si è in zona rossa è valido quanto sopra?…non penso …comunque grazie!

  3. Domanda, sono proprietario di un cavallo fermo in box in una scuderia da quando è scoppiato il covid19, posso andare in maneggio x muoverlo, lavarlo ecc. ecc..?

  4. Sono proprietario di 2 cavalli e dalla prov. Genova posso andare a caricare il mio fieno che ho nella casa in prov. Piacenza? Grazie

  5. in spregio al benessere animale ed umano Ippogroup che da tempo senza contratto con il comune di Roma continua a lucrare e mandare in rovina l’ippodromo (ma dove sta l’ufficio del lavoro?) si e’ inventato di proibire l’accesso ai veterinari,brandendo la circolare ministeriale dove di veterinari non si parla.
    Ovviamente questa trovata e’ geniale,perche’ in realta’ i veterinari possono entrare ma solo se forniscono i dati sensibili degli allenatori loro clienti che vanno quindi tramite chi li raccoglie negli archivi ippogrup.E’dir poco parlare di spregio per gli animali,truffa agli operatori ippici e ricatto ai veterinari,che spero, apiscano di che infamia si tratta e si rifiutino di tradire la fiducia dei clienti.
    Sono un animalista un cavaliere da dressage,un ex fantino e un handicappato motorio,va bene che il comune di roma e’ allo sbando ma da 15 anni l’ippodromo e’ in caduta libera,scuderie che crollano,non per modo di dire,impianti elettrici da paura,accessi facilitati a chi l’ha visto,piste tenute vergognosamente…per disgrazia i cavalli sono tolleranti e non scioperano e gli allenatori sono presi per il collo e devono subire.Adesso toglamo anche ai cavalli l’assisteza medica di cui neecessitano dato lo schifo in cui ippogrup li tiene e che gli allenatori e artieri fanno i miracoli per tenere il tutto agibile.In grazia de corona virus la situazione e’ critica,come lo chiamaye chi lucra su questo e tramite questo ruba dati riservati fregandosene dei cavalli su cui specula?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *