Il Cavallo e L’acqua: Il Primo Approccio.

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ireland-248732_1280-3497cbefI cavalli sono animali imprevedibili, a volte possono spaventarsi per un fruscio altre invece risultano totalmente indifferenti al passare di un trattore di fianco al campo di lavoro.

L’attraversamento di un ruscello, ad esempio, pone il cavallo sempre in una situazione dubbiosa nei confronti di una “parte non fissa” che lo rende timoroso e potrebbe essere per il cavaliere una situazione difficilmente gestibile soprattutto se si è fuori in passeggiata con un cavallo che non si conosce. In questo caso si deve cercare di avvicinare il cavallo il più possibile all’acqua cercando di sostenerlo con le gambe, dargli un giusto appoggio con le redini e cercando di non farlo girare da una parte o dall’altra; una volta che si sarà avvicinato allo specchio d’acqua bisogna lasciare andare un po le redini in modo tale da permettergli di annusarla per capire che non c’è nulla di pericoloso; quando rialzerà la testa e si guarderà intorno indifferente allora lo si spinge a fare i primi passi.

Se una volta entrato mostra ancora un atteggiamento incerto e magari ha anche le orecchie dritte allora meglio non spingerlo con le gambe oltre ma bisogna fermarlo in mezzo al corso d’acqua tranquillizzandolo con la voce e le carezze allentando un po’ le redini; se, invece, comincia a rampare in acqua o a sbattere una gamba in avanti vuol dire che ha preso molta confidenza e potrebbe addirittura sdraiarsi! In questo caso bisogna richiamare la sua attenzione con la voce e dargli gambe per uscire da una potenziale situazione dannosa.

Qualora il cavaliere fosse un principiante rimane consigliabile un atteggiamento più prudente e quindi scendere dalla sella e guidare per le redini il cavallo.

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