Selezione naturale

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E’ apparsa da poco la notizia che i cavalli degli Yakuti, sottoposti al rigidissimo clima della Yakutia, con inverni veramente glaciali a -70 si sono adattati in un periodo relativamente breve a queste condizioni estreme, si parla di 800 anni; questo straordinario adattamento, che dal punto di vista dell’evoluzione è avvenuto in un battito di ciglia, ha coinvolto l’espressione di numerosi geni, alcuni dei quali si trovano anche negli umani che vivono in Siberia e – ancor più affascinante – nel mammut lanoso, estinto nell’Olocene. Geni legati non solo ad aspetti morfologici come la crescita di pelo, ma all’attività ormonale in risposta alla termoregolazione e molto altro.

Questi cavalli yakut-46909234geneticamente sono di provenienza mongola e sono diversi da quelli bradi che nella zona si sono estinti circa 5000 anni fa. Per i cavalli si tratta di un centinaio di generazioni: la scoperta è importante perché ci mostra quanto possa essere veloce l’evoluzione quando la pressione selettiva legata a un ambiente estremo è forte quanto quella della Yakutia.
Ma da anche una risposta a chi pensa che i nostri cavalli domestici siano in tutto e per tutto assimilabili ai loro antenati selvatici.
Non lo sono, così come non lo siamo noi: 10.000 anni di selezione umana hanno profondamente modificato il genoma del cavallo, questo non significa che non possa tornare a vivere allo stato brado. Può, ma deve pagare un prezzo molto alto alla selezione naturale, il che in altre parole significa, che ben pochi ce la farebbero.

Di Thomas Abbondi

leggi anche: http://oggiscienza.it/2015/12/07/cavalli-evoluzione-siberia-adattamento/

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