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Il Cavallo Come Elemento Chiave Nella Formazione Della Cultura dei Comanche

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Nei primi anni dell’Ottocento le pianure del West America erano popolate da grandi mandrie di cavalli, che vivevano liberi e discendevano per grande parte da quelli portati durante le conquiste degli spagnoli. Ne è un esempio la spedizione spagnola verso il Nuovo Mondo del 1518 con a capo Hernán Cortés: sulle grandi navi spagnole non c’erano solo i conquistadores, ma anche numerosi cavalli, molti dei quali pezzati, con cui esplorare queste terre sconosciute in cerca di fama e fortuna.

I cavalli delle pianure del West, soprattutto quelli che si distinguevano per il loro mantello pezzato e per la resistenza, furono catturati e allevati dai Pellerossa, come il popolo dei Comanche.

Questo popolo viveva di caccia e raccolta in un territorio molto vasto, noto come Comancheria (nome comunemente dato alla regione del New Mexico, Texas occidentale e zone limitrofe occupata dai Comanche prima del 1860).

Il cavallo fu un elemento importante nella formazione della cultura e nella ricerca di un’identità distinta che portò il popolo dei Comanche a staccarsi dal gruppo degli Shoshone di cui facevano parte.

Probabilmente i Comanche sono stati i primi Pellerossa a dare un ruolo importante ai cavalli nella loro cultura e vita quotidiana tanto che si pensa siano stati loro a farli conoscere agli altri popoli vicini.

La migliore testimonianza che abbiamo di questa loro grande passione per l’animale si trova in numerosissimi dipinti che raffigurano cavalli con il mantello caratterizzato da grandi e coloratissime pezzature.

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